Giovanni Pietro Maffei
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Giovanni Pietro Maffei, o Giampietro (1536 – 1603), gesuita e scrittore italiano.
Le istorie delle Indie orientali
[modifica]L'alto consiglio della divina providenza; col quale tutte le cose, non meno in particolare, che in universale ab eterno si reggono; ragionevolmente vogliono i savi, che più tosto con sacro silenzio si habbia à venerare, che con humano discorso investigare.
Citazioni
[modifica]- [...] gli habitatori [delle Molucche] sono di colore fosco, e portano i capelli distesi; nelle cose di guerra molto arditi, e valenti; ma negli altri affari dappochi, e pigri a meraviglia. [...] Gli habitatori sono tutti stranieri venuti della China, delle Giave, dell'Aurea Chersoneso, e d'altre regioni, e sono differenti d'origine, e di favella; ma si somigliano bene nell'arroganza, sceleraggine, e perfidia: percioché non sanno osservare il diritto, e la ragione se non costretti dal male, per offendere altrui non solamente adoperano il ferro, e la forza aperta, ma ancora le calogne, le fraudi, e 'l veleno. (libro V, p. 200)
- [Sulla Cina] Questa regione, perché per la maggior parte si contiene dentro a termini del mondo temperato, e col suo seno puro, e aperto riceve i raggi del Sole per loro natura vitali, ha l'aria molto salutifera, e gode la dolcezza della più pura aura, e ha il terreno molto fertile, sì che produce ogni sorte di biade, e rende il frutto due, e tre volte l'anno. Alla fertilità del terreno, che per sua natura è meravigliosa, s'aggiugne l'industria de coltivatori; che è grandissima: E ve n'ha copia infinita, perché ogni dì cresce la prole, ed è loro vietato l'uscir del regno, e l'andare ad habitare in paesi stranieri; e in tanta turba non è permesso ad alcuno lo stare in ozio: che l'infingardaggine è gastigata non solamente con la privata vergogna, e con le villanie, e riprensioni de parenti, e de vicini, ma ancora da costumi, e dalle leggi publiche. Onde i lavoratori non lasciano pure un palmo di terra senza coltura. I monti, e' colli sono vestiti di pini, e di viti, per le campagne, e per le pianure seminano risi, orzo, grano, e altre biade. (libro VI, pp. 216-217)
Bibliografia
[modifica]- Giovan Pietro Maffei, Le istorie delle Indie orientali, traduzione di Francesco Serdonati, Filippo Giunti, Firenze, 1589.
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