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Catacombe

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Roma, catacombe di Callisto, "cripta dei papi"

Citazioni sulle catacombe.

Citazioni

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  • In nessun'epoca le catacombe furono tanto devastate come nel secolo XVIII. Sotto il Boldetti[1] si tolsero molte iscrizioni per portarle nelle chiese di Roma; se ne vedono ancora a Santa Maria in Trastevere e in altre chiese; però moltissime sono state distrutte o impiegate come materiali, specialmente per i pavimenti. (Orazio Marucchi)
  • Le catacombe non sono cimiteri comuni, ma accolgono le spoglie dei soli cristiani e le reliquie dei martiri, perché se non fosse così, dopo tanto che vi si lavora e si studia, si sarebbe scoperto qualche sepolcro pagano, cosa che non accadde mai. (Celso Costantini)
  • Le catacombe sono povere di architettura, poverissime di scoltura e hanno invece grande importanza per la iconografia e il simbolismo.
    Il maggior monumento architettonico è dato dalla famosa Cripta papale del cimitero di S. Callisto.
    Nel 1854, quando fu scoperta e sgombrata dalla materia, il De Rossi si trovò in presenza di una volta con lucernaio nel mezzo, di quattro fila di loculi sulle pareti, dei pezzi di colonne scanalate a spira, capitelli corinzi, frammenti di marmo, lastre di porfido, di serpentino, di giallo ecc. Ed egli, guidato dalla sua rara intuizione e cultura, ne riordinò i pezzi e ricostruì l'ipogeo, che dà un insieme architettonico sul gusto romano della decadenza. (Celso Costantini)
  • Di tutte le catacombe, che fino ad oggi sono ritornate alla luce e suono state esplorate, le due più antiche sono quelle di Domitilla sulla via Ardeatina e di Priscilla sulla via Salaria. La loro origine rimonta alla fine del primo o ai primi anni del secondo secolo, cioè all'età immediatamente post-apostolica. Nel corso del secondo secolo esse furono notevolmente ampliate; mentre contemporaneamente vennero ad aggiungersi nuove catacombe, come gli scavi fino ad oggi compiuti hanno chiaramente dimostrato, quali le regioni cimiteriali sulla via Appia che più tardi furono allargate per opera del diacono Callisto e che da lui ricevettero il nome, poi la catacomba di Pretestato sulla stessa strada, poi il Coemeterium Maius (Cimitero Maggiore ) sulla via Nomentana, la catacomba di Calepodio sulla via Aurelia.
  • La formazione tecnica dei vani sotterranei delle catacombe dipende dalla natura della roccia, nella quale sono scavate. Così le catacombe p. es. di Napoli e di Siracusa, create in una roccia dura e non stratificata, presentano delle gallerie più alte e più larghe, e delle camere sepolcrali più vaste, dove anche le tombe hanno forme più monumentali che nelle catacombe di Roma, del Distretto Romano, dell'Africa, le quali sono scavate in una roccia più leggera e più friabile. Il sistema generale però di tutte queste catacombe, di questi monumenti insigni, e, si può dire, unici nel loro genere, considerato nello sviluppo grandioso delle loro forme, è simile in tutte le parti dell'Impero dove si trovano tali cimiteri sotterranei. Le più numerose, le più estese, le più antiche e le più ricche per monumenti iconografici e epigrafici come per i luoghi di primitiva sepoltura dei martiri celeberrimi, sono le catacombe di Roma.
  • Le catacombe sono esclusivamente, per la loro origine e per la loro determinazione, luoghi di sepoltura, e come tali conservarono sempre questo carattere fino alla metà del terzo secolo. È da escludersi la celebrazione di un regolare servizio divino liturgico in giorno di domenica od altri giorni, entro le catacombe. I convegni per il culto divino avvenivano in sale speciali nell'interno di case della città; e già dal terzo secolo la comunità cristiana era proprietaria di parecchie di simili case-chiese, Tituli, nelle quali avevano pure la loro abitazione alcuni sacerdoti.
    Nelle catacombe venne effettuata solamente la celebrazione liturgica che accompagnava la deposizione delle salme, e alla quale, fino dalla fine del secondo secolo, apparteneva l'offerta eucaristica in suffragio delle anime dei defunti. A queste celebrazioni prendeva parte solo la famiglia del defunto, con i suoi amici e conoscenti, poi alcuni poveri, ai quali era data un'elemosina in forma di banchetto (Agape funeratizia).
  • Di Catacombe, ossia di sepolcreti sotterranei cristiani, ne esistono anche fuori di Roma, ad esempio a Napoli, a Siracusa, ad Alessandria d'Egitto, ma quelle di Roma superano di gran lunga tutte le altre per vastità, dignità ed importanza artistica; le più antiche risalgono forse al I secolo; servirono di sepoltura fin verso la metà del secolo V, ma fino dal secolo IV esse erano soprattutto venerate come santuari, e la decorazione che si vede dopo questo tempo non è più esclusivamente propria di esse. Ma nei primi tre secoli le Catacombe sono per noi l'unico monumento nell'antichissima arte cristiana in Occidente.
  • In origine, fino alle persecuzioni dei cristiani del secolo III, le Catacombe erano aperte e protette dalle leggi, e non avevano bisogno di essere situate in luoghi nascosti e segreti; una scala conduceva ai corridoi sotterranei scavati nel tufo, e dentro ai loculi scavati nelle pareti laterali erano tumulati i cadaveri dei credenti. Le tombe erano chiuse con una lastra sulla quale si scriveva il nome, l'età, il giorno della morte del defunto e l'augurio di pace eterna espresso con parole o con simboli (una colomba, un ramo di palma, un'ancora, ecc.). Seguendo in ciò gli usi antichi, i superstiti deponevano presso ai morti oggetti diversi: lampade, vasi di vetro, monete ecc.
  • Molti ancora credono che le Catacombe siano state luoghi di riunione, di rifugio o di abituale soggiorno: esse invece servirono soltanto di sepoltura e solo vi si celebravano delle riunioni liturgiche nell'anniversario dei defunti.

Note

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  1. ↑ Marcantonio Boldetti (1663-1749), filosofo e antiquario italiano, «custode delle reliquie e dei cimiteri».

Voci correlate

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