Giorgio Samorini
Giorgio Samorini (Bologna, 26 maggio 1957) è un botanico e micologo italiano attivo nello studio delle piante e dei funghi psicoattivi e del loro rapporto con la cultura umana.
Ricercatore indipendente e autodidatta, ha dedicato la propria attività allo studio delle sostanze psicoattive in una prospettiva interdisciplinare che intreccia etnografia, archeologia, micologia, botanica e antropologia. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative, tradotte in diverse lingue, e ha proposto l'istituzione di una disciplina scientifica denominata "Scienza delle Droghe", finalizzata allo studio delle sostanze psicoattive dal punto di vista fenomenico, al di fuori dei soli contesti problematici.[1]
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Formazione e inizi
[modifica | modifica wikitesto]Giorgio Samorini è nato a Bologna il 26 maggio 1957, figlio dell'artista Norma Mascellani. Cresciuto in un ambiente familiare attento alle arti figurative, ha maturato presto un interesse per le scienze naturali e per le culture tradizionali.
Dopo gli inizi come ricercatore indipendente autodidatta, si è specializzato in funghi e piante psicoattive e nella loro relazione con le culture tradizionali e antiche.[2] È stato uno dei primi ricercatori italiani nel campo degli psichedelici.
Nel 1991 è stato cofondatore della Società Italiana per lo Studio degli Stati di Coscienza (SISSC), con sede a Torino, della quale è stato presidente dal 1995 al 1997. La società ha rappresentato uno dei primi tentativi in Italia di riunire studiosi di diversa estrazione — medici, psicologi, antropologi, botanici — attorno al tema degli stati modificati di coscienza.
Eleusis e attività editoriale
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1997 ha fondato e diretto, insieme al botanico Francesco Festi, la rivista Eleusis. Piante e Composti Psicoattivi, edita dal Museo Civico di Rovereto fino al 2005.[3] La rivista, pubblicata con cadenza semestrale, ha ospitato contributi di autori come Terence McKenna, Jonathan Ott, Christian Rätsch e Wade Davis, mantenendo un approccio scientifico in un periodo in cui il tema delle sostanze psicoattive era marginalizzato nel dibattito accademico italiano.
Ha pubblicato articoli in diverse riviste scientifiche italiane e straniere, fra cui Annali Museo Civico Rovereto, Bollettino del Centro Camuno di Studi Preistorici, Archeologia Africana, Medicina delle tossicodipendenze, Archivi di Studi Indo-Mediterranei, Acta Phytotherapeutica, International Journal of Medicinal Mushrooms, Jahrbuch für Ethnomedizin e Journal of Psychedelic Studies.[4]
Ricerche archeologiche ed etnografiche
[modifica | modifica wikitesto]Il Tassili e le "Teste Rotonde"
[modifica | modifica wikitesto]Fra le sue ricerche più note si ricordano quelle svolte nel Tassili n'Ajjer (Sahara, Algeria), dove nel 1988-89 ha studiato le pitture rupestri preistoriche. In particolare, Samorini ha ipotizzato l'esistenza di un antico culto religioso basato sull'uso di funghi psicoattivi presso la popolazione della fase pittorica denominata delle "Teste Rotonde", datata a 9.000-7.000 anni fa.[5] Le figure antropomorfe delle "Teste Rotonde" mostrano spesso esseri con teste fungine, interpretate da Samorini come testimonianza di un rapporto rituale con funghi allucinogeni, in particolare del genere Psilocybe.
I kuda kallu del Kerala
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1994, nel Kerala (India del sud), ha studiato particolari reperti megalitici chiamati kuda kallu (pietre ombrello), datati fra il 1000 a.C. e il 100 d.C. Samorini li ha individuati come effigi simboliche di funghi allucinogeni anticamente usati da quelle popolazioni megalitiche per scopi religiosi. Le kuda kallu presentano una forma che richiama il cappello di un fungo, con un gambo centrale e una sommità espansa, e sono spesso associate a sepolture e a siti cerimoniali.
Il culto del Bwiti in Gabon
[modifica | modifica wikitesto]Negli anni 1992-2022, in Gabon, presso alcune comunità fang, ha studiato il culto religioso del Bwiti, basato sull'uso della pianta allucinogena iboga (Tabernanthe iboga Baill, Apocynaceae). Nel 1993 si è sottoposto al rito di iniziazione buitista (tobe si), esperienza che ha documentato in diverse pubblicazioni.[6] Le sue pubblicazioni sul Bwiti hanno documentato in Europa questo culto sincretico africano, che combina elementi cristiani e tradizioni locali.
La canapa indiana nella storia della medicina italiana
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1996 ha riportato all'attenzione della comunità scientifica un insieme di documenti storici di carattere medico che hanno evidenziato uno scorcio dimenticato di storia della medicina italiana del XIX secolo inerente alla canapa indiana. In particolare, ha ricostruito la vicenda dell'Erba di Carlo Erba, un preparato a base di canapa prodotto dalla farmaceutica milanese Carlo Erba nella seconda metà dell'Ottocento e poi scomparso dal commercio.
Altre ricerche archeologiche
[modifica | modifica wikitesto]Samorini ha inoltre studiato:
- Le rappresentazioni di piante psicoattive nell'arte rupestre del Sahara e in altre regioni africane;
- I reperti archeologici legati all'uso di Papaver somniferum e di altre piante narcotiche nel Mediterraneo antico;
- Le testimonianze dell'uso di funghi allucinogeni nell'America precolombiana, con particolare attenzione ai Maya e agli Aztechi;
- I possibili residui di sostanze psicoattive in manufatti egizi di epoca tolemaica, in collaborazione con altri ricercatori.[7]
Etnomicologia e ricerca sulle droghe
[modifica | modifica wikitesto]Si è occupato dei funghi allucinogeni presenti nel territorio italiano,[8] in particolare mappando la diffusione di Psilocybe semilanceata (Fr.) Quél. (Strophariaceae), popolarmente chiamato funghetto, e ha studiato il rapporto di piante e funghi allucinogeni con diverse culture europee antiche e medievali, con ricerche specifiche sull'etnobotanica dei Misteri Eleusini.
Ha condotto studi approfonditi su:
- Amanita muscaria e il suo uso tradizionale in Siberia, Europa e Americhe;
- Psilocybe e altri generi di funghi allucinogeni in Europa, Africa e America Latina;
- Tabernanthe iboga e il culto del Bwiti;
- Banisteriopsis caapi e Psychotria viridis (ayahuasca) e i suoi usi sciamanici in Amazzonia;
- Salvia divinorum e il suo uso rituale presso i Mazatechi del Messico;
- Jurema e i culti del Brasile nord-orientale;
- Peganum harmala e l'armalina nel Mediterraneo antico;
- Hyoscyamus niger, Atropa belladonna e altre piante solanacee nell'etnobotanica europea.
Nel periodo 2003-2006 si è specializzato nell'identificazione e interpretazione scientifica delle smart drugs, dirigendo un progetto regionale di ricerca su queste nuove droghe. Nel periodo 1999-2006 ha svolto un assiduo lavoro di formazione per il personale sanitario dei Ser.T. (oggi Ser.D), contribuendo alla diffusione di un approccio scientifico e non stigmatizzante al tema delle dipendenze.
Ha elaborato un compendio divulgativo sul fenomeno degli animali che si drogano in natura, raccogliendo e riassumendo dati tratti dalle varie ricerche condotte dagli etologi; negli anni 2000-2001 queste sue ricerche hanno avuto un ampio risalto presso i mass media.[9] Il libro Animali che si drogano raccoglie casi documentati di elefanti che si ubriacano con frutti fermentati, gatti che assumono erba gatta, pecore che mangiano piante psicoattive, uccelli che ingeriscono bacche fermentate e molte altre specie.
Nelle sue ricerche Samorini si ispira all'idea di "alimenti nervosi" proposta nell'Ottocento dal medico italiano Paolo Mantegazza (1831-1910), evidenziando la necessità di riconoscere un aspetto fenomenico delle droghe e di costituire una specifica disciplina scientifica, da lui denominata Scienza delle Droghe. Secondo Samorini, lo studio delle sostanze psicoattive non dovrebbe essere confinato alla sola dimensione tossicologica o patologica, ma dovrebbe includere l'analisi dei contesti culturali, rituali e simbolici in cui esse sono state e sono utilizzate.
Con il medico anestesista Adriana D'Arienzo ha scritto Terapie psichedeliche, un'opera in due volumi sulla storia delle applicazioni terapeutiche degli psichedelici e sugli studi clinici contemporanei.[8] Il primo volume ripercorre la storia delle terapie psichedeliche dagli anni Cinquanta agli anni Settanta, mentre il secondo è dedicato agli sviluppi contemporanei e all'approccio neurofenomenologico.
Attività recenti
[modifica | modifica wikitesto]Dal 2020 Samorini gestisce un giardino etnobotanico a Palma di Maiorca, dove coltiva piante psicoattive e velenose a fini di ricerca comparativa con i reperti archeologici. Il giardino ospita specie come Ipomoea violacea, Lophophora williamsii, Ephedra, Brugmansia e Hyoscyamus, e viene utilizzato come laboratorio a cielo aperto per studiare la morfologia delle piante e confrontarla con le rappresentazioni antiche.
Nel 2022 ha pubblicato Muscaria. Etnografia di un fungo allucinogeno, opera dedicata all'uso tradizionale dell'Amanita muscaria in Europa, Asia e Americhe. Il volume raccoglie decenni di ricerche sull'uso rituale e simbolico di questo fungo, dalle popolazioni siberiane ai sami della Lapponia, dalle tradizioni popolari europee alle testimonianze storiche.
Nel 2023-2025 ha pubblicato ulteriori studi sull'uso tradizionale dell'Amanita muscaria in Europa e nelle Americhe e una nuova interpretazione della "follia dei funghi" in Nuova Guinea, fenomeno documentato da antropologi e missionari tra Otto e Novecento.
Nel maggio 2026 partecipa a un incontro al Museo di Scienze di Trento (Rovereto) sul tema delle piante e delle tecniche di modificazione della coscienza presso le popolazioni tradizionali.
Pensiero e approccio metodologico
[modifica | modifica wikitesto]Samorini è noto per un approccio metodologico che combina:
- Ricerca sul campo: viaggi e soggiorni presso popolazioni tradizionali in Africa, America Latina e Asia, con osservazione diretta dei rituali e interviste agli sciamani;
- Analisi delle fonti storiche: studio di testi medici, botanici, antropologici e religiosi dall'antichità all'età contemporanea;
- Archeologia comparata: confronto tra reperti archeologici e piante viventi coltivate nel suo giardino etnobotanico;
- Critica delle pseudoscienze: distacco netto da teorie fantasiose o cospirative (come quelle su Gesù come fungo o su antiche civiltà extraterrestri), con un'analisi basata su documenti originali e dati affidabili.
Samorini ha più volte criticato quella che definisce "drogofobia" in ambito scientifico, ovvero la resistenza di molti ricercatori (etologi, archeologi, antropologi) ad accettare l'uso di sostanze psicoattive come fenomeno naturale e culturale degno di studio, anziché come semplice aberrazione.
Opere
[modifica | modifica wikitesto]Monografie
[modifica | modifica wikitesto]- Funghetti, Torino, Nautilus, 1993 (pubblicato con lo pseudonimo Silvio Pagani).
- Gli allucinogeni nel mito. Racconti sull'origine delle piante psicoattive, Torino, Nautilus, 1995.
- Halluzinogene im Mythos: Erzählungen vom Ursprung der psychoaktiven Pflanzen, Solothurn, Nachtschatten Verlag, 1999.
- Rausch und Mythos: die Entdeckung der psychoaktiven Pflanzen, Nachtschatten Verlag, 2016.
- Los alucinógenos en el mito: relatos sobre el origen de las plantas psicoactivas, Barcelona, La liebre de Marzo, 2001.
- Rausch und Mythos: die Entdeckung der psychoaktiven Pflanzen, Nachtschatten Verlag, 2016.
- Halluzinogene im Mythos: Erzählungen vom Ursprung der psychoaktiven Pflanzen, Solothurn, Nachtschatten Verlag, 1999.
- L'erba di Carlo Erba. Per una storia della canapa indiana in Italia (1845-1948), Torino, Nautilus, 1996.
- Animali che si drogano, Vicenza, Telesterion, 2000, ISBN 88-87999-00-7.
- Animals and psychedelics: the natural world and the instinct to alter consciousness, Rochester, Park Street Press, 2002.
- Liebestolle Katzen und berauschte Kühe: vom Drogenkonsum der Tiere, Aarau, AT Verlag, 2002, ISBN 3-85502-770-6.
- Animales que se drogan, Barcelona, La Cañamería Global, 2003.
- Animali che si drogano, edizione aggiornata e riveduta, Milano, Shake Edizioni, 2013, ISBN 9788897109303.
- Animales que se drogan, Barcelona, La Cañamería Global, 2003.
- Liebestolle Katzen und berauschte Kühe: vom Drogenkonsum der Tiere, Aarau, AT Verlag, 2002, ISBN 3-85502-770-6.
- Animals and psychedelics: the natural world and the instinct to alter consciousness, Rochester, Park Street Press, 2002.
- Funghi allucinogeni. Studi etnomicologici, Dozza (BO), Telesterion, 2001, ISBN 88-87999-01-5.
- Droghe tribali, Milano, Shake Edizioni, 2012, ISBN 9788897109266.
- Droghe tribali, nuova edizione, Milano, Shake Edizioni, 2022, ISBN 9788897109761.
- Mitologia delle piante inebrianti, Roma, Edizioni Studio Tesi, 2016, ISBN 9788876926112.
- Jurema, la pianta della visione. Dai culti del Brasile alla Psiconautica di frontiera, Milano, Shake Edizioni, 2016, ISBN 9788897109433.
- Adriana D'Arienzo e Giorgio Samorini, Terapie psichedeliche. Dal paradigma psicotomimetico all'approccio neurofenomenologico, 2 voll., Milano, Shake Edizioni, 2019, ISBN 9788897109792.
- Ayahuasca: dall'Amazzonia all'Italia, Milano, Shake Edizioni, 2021, ISBN 978-8897109983.
- Muscaria. Etnografia di un fungo allucinogeno, Tricase (LE), Youcanprint, 2022, ISBN 979-1220398-26-8.
Articoli scientifici principali
[modifica | modifica wikitesto]Etnomicologia e funghi psicoattivi
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) New Data from the Ethnomycology of Psychoactive Mushrooms, in International Journal of Medicinal Mushrooms, vol. 3, n. 2-3, 2001, DOI: 10.1615/IntJMedMushr.v3.i2-3.1670.
- (EN) The oldest archeological data evidencing the relationship of Homo sapiens with psychoactive plants: A worldwide overview, in Journal of Psychedelic Studies, vol. 3, n. 2, 2019, pp. 63-80, DOI: 10.1556/2054.2019.008.
- Etnomicologia nell'arte rupestre sahariana (Periodo delle "Teste Rotonde"), in Bollettino Camuno Notizie, vol. 6, n. 2, pp. 18-22.
- Funghi allucinogeni del genere Psilocybe in Italia, in Funghi e Ambiente, 1992.
- Osservazioni sulla diffusione di Psilocybe semilanceata in Italia, in Micologia Italiana, 1993.
- (EN) The "Mushroom Madness" in New Guinea: A New Interpretation, in Antrocom, 2024.
Etnobotanica e piante psicoattive
[modifica | modifica wikitesto]- Le ninfee degli antichi Egizi. Un contributo etnobotanico, in Archeologia Africana, n. 18, 2012.
- Adamo, Eva e l'iboga, in E. Zolla (a cura di), Il dio dell'ebbrezza. Antologia dei moderni Dionisiaci, Torino, Einaudi, 1998, pp. 349-356.
- (EN) Psychoactive plants in the Ancient World. Observations of an ethnobotanist, in D. Stein, S. K. Costello e K. P. Foster (a cura di), The Routledge Companion to Ecstatic Experience in the Ancient World, London, Routledge, 2022, pp. 73-89, DOI: 10.4324/9781003041610-7.
- (EN) Studies on the iboga cults. I. The ancient documents, in Antrocom, vol. 20, n. 1, 2024.
Archeologia delle piante inebrianti
[modifica | modifica wikitesto]- Le kuda kallu del Kerala: effigi megalitiche di funghi allucinogeni, in Eleusis, n. 3, 1998.
- Arte rupestre e piante psicoattive nel Sahara, in Bollettino del Centro Camuno di Studi Preistorici, 1993.
- Piante inebrianti nell'antico Egitto, in Archeologia Africana, n. 18, 2012.
- (EN) The oldest representations of hallucinogenic mushrooms in the world, in Integration, n. 2, 1992.
- Le piante inebrianti nell'antichità mediterranea, in Archivi di Studi Indo-Mediterranei, 2012.
Canapa e storia della medicina
[modifica | modifica wikitesto]- La canapa indiana nella storia della medicina italiana del XIX secolo, in Medicina delle tossicodipendenze, 1996.
Smart drugs e nuove droghe
[modifica | modifica wikitesto]- Smart drugs: identificazione e interpretazione scientifica, in Medicina delle tossicodipendenze, 2003.
- Le smart drugs: un nuovo fenomeno del consumo giovanile, in Medicina delle tossicodipendenze, 2004.
Misteri Eleusini e religione
[modifica | modifica wikitesto]- L'etnobotanica dei Misteri Eleusini, in Eleusis, n. 1, 1997.
- Il kykeon eleusino: una rilettura etnobotanica, in Eleusis, n. 2, 1997.
- La segale cornuta e i Misteri Eleusini, in Eleusis, n. 5, 1999.
Storia e storiografia
[modifica | modifica wikitesto]- Storia della micologia italiana, in Manuale ISPRA, 2013.
- Le piante inebrianti nella storia, in Archivi di Studi Indo-Mediterranei, 2012.
Teoria e metodologia
[modifica | modifica wikitesto]- Per una Scienza delle Droghe, in Eleusis, n. 1, 1997.
- Il concetto di "alimenti nervosi" in Paolo Mantegazza, in Eleusis, n. 3, 1998.
- Drogofobia: la resistenza scientifica allo studio delle droghe, in Eleusis, n. 6, 1999.
Articoli divulgativi e interviste
[modifica | modifica wikitesto]- Il futuro del benessere è nella psichedelia, in Rolling Stone Italia, 31 marzo 2021.
- Intervista a Giorgio Samorini, in Il Fatto Quotidiano, 29 giugno 2014.
- Quel rospo è tossicodipendente, in Corriere della Sera, 28 febbraio 2001, p. 57.
- Attenzione a quegli animali vanno a caccia dello sballo, in la Repubblica, 2001.
- Giorgio Samorini, il "drogologo" contemporaneo, in ENJOINT, 17 settembre 2013.
- Il Sessantanove psichedelico italiano, in L'Indiscreto, 17 luglio 2020.
- Sostanze, e terapie, psichedeliche, in Doppiozero, 28 ottobre 2019.
Riconoscimenti e influenza
[modifica | modifica wikitesto]Samorini è citato in opere di autori come Dale Pendell (Pharmako/Gnosis), Michael Ripinsky-Naxon (The Nature of Shamanism), Gianluca Toro e Benjamin Thomas (Drugs of the Dreaming). Le sue ricerche sono state oggetto di articoli su testate come Corriere della Sera, la Repubblica, Il Fatto Quotidiano e Rolling Stone Italia.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ G. Samorini, Animali che si drogano, Milano, Shake Edizioni, 2013, ISBN 9788897109303.
- ↑ The oldest Representations of Hallucinogenic Mushrooms in the World, su semanticscholar.org. URL consultato il 7 ottobre 2026.
- ↑ Eleusis, su fondazionemcr.it. URL consultato il 7 ottobre 2026.
- ↑ Giorgio Samorini, The oldest archeological data evidencing the relationship of Homo sapiens with psychoactive plants: A worldwide overview, in Journal of Psychedelic Studies, vol. 3, n. 2, 2019, pp. 63-80, DOI:10.1556/2054.2019.008.
- ↑ Samorini G., Etnomicologia nell'arte rupestre sahariana (Periodo delle "Teste Rotonde"), in Bollettino Camuno Notizie, vol. 6, n. 2, pp. 18-22. URL consultato il 7 ottobre 2026.
- ↑ (EN) Giorgio Samorini, Studies on the iboga cults. I. The ancient documents, su Antrocom, 24 giugno 2024. URL consultato il 7 ottobre 2026.
- ↑ Davide Tanasi, Branko F. van Oppen de Ruiter e Fiorella Florian, Multianalytical investigation reveals psychotropic substances in a ptolemaic Egyptian vase, in Scientific Reports, vol. 14, n. 1, 2024, DOI:10.1038/s41598-024-78721-8.
- 1 2 Il futuro del benessere è nella psichedelia, su Rolling Stone Italia, 31 marzo 2021. URL consultato il 7 ottobre 2026.
- ↑ Quel rospo è tossicodipendente, in Corriere della Sera, 28 febbraio 2001, p. 57. URL consultato il 7 ottobre 2026.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Dale Pendell, Pharmako/Gnosis: Piante psicoattive e la via venefica, Milano, add editore, 2021, ISBN 978-88-6783-356-6.
- Michael Ripinsky-Naxon, The Nature of Shamanism: Substance and Function of a Religious Metaphor, SUNY Press, 1993, ISBN 978-0-7914-1386-9.
- Gianluca Toro e Benjamin Thomas, Drugs of the Dreaming: Oneirogens: Salvia divinorum and Other Dream-Enhancing Plants, Simon and Schuster, 2007, ISBN 978-1-59477-745-5.
- Massimiliano Verga, Cannabis: la "droga" e il "farmaco". Una rassegna della letteratura dal 1970 ad oggi, Cisdig, 2007, ISBN 978-88-95356-05-1.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito personale di Giorgio Samorini
- Profilo su Academia.edu
- Eleusis. Piante e Composti Psicoattivi — archivio della rivista
- "Studies on the iboga cults. I. The ancient documents", Antrocom, 2024
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